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Ritorno alla tariffazione mensile per i contratti di telefonia fissa e mobile

06/02/2018

Tutto quello che c'è da sapere
Tariffazione mensile telefonia: Cosa succederà adesso?

Da diverso tempo ormai si discute di fatturazione a 28 giorni da parte dei gestori telefonici per servizi di telefonia fissa, mobile e servizi internet. Come sappiamo, il criterio di tariffazione a 28 giorni anziché su base mensile, adottato dagli operatori telefonici a partire dal 2015, ha comportato un aumento della spesa annuale a carico degli utenti all’incirca dell’8,6%.

Da subito l’Agcom (Autorità Garante per le Comunicazioni) si è espressa a riguardo considerando scorretta tale pratica, sia per via degli aumenti ingiustificati, sia per la violazione dei principi sulla trasparenza delle offerte conseguenti dall’adozione di una cadenza differente da quella mensile.

Nonostante le numerose delibere dell’Autorità, che sollecitavano i gestori a riadeguarsi al criterio di fatturazione su base mensile prevedendo sanzioni salate per chi non avesse rispettato tali principi, la situazione è rimasta a lungo invariata.

Ora, con l’entrata in vigore della Legge n. 172 del 4 dicembre 2017, tutti gli operatori telefonici sono tenuti, entro il 5 Aprile 2018 a ritornare alla fatturazione mensile sia per il rinnovo delle offerte di telefonia fissa che per la telefonia mobile.

I gestori che non si saranno allineati entro tale data a quanto indicato dalla legge di bilancio saranno obbligati a corrispondere ai propri utenti un indennizzo non inferiore ai 50 € e un ulteriore indennizzo giornaliero di 1 € per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento. Purtroppo il testo della legge non fa nessun riferimento ai rimborsi degli importi precedentemente e illegittimamente addebitati nel corso di questi ultimi due anni.

Vodafone ha già annunciato il ritorno alla tariffazione e fatturazione mensile a partire dal 25 marzo 2018 per il mobile e dal 5 aprile per la linea fissa. Il gestore indica che la spesa annuale rimarrà invariata, ma che le tariffe verranno riproporzionate per via della riduzione del numero di rinnovi nell’anno. Ci sarà quindi un aumento dell’importo del canone mensile.  La spesa complessiva annuale quindi non subirà variazioni, ma la conseguenza è che gli importi dei canoni maggiorati dalla fatturazione a 28 giorni rimarranno invariati, quindi nessun vantaggio concreto a favore degli utenti, se non in termini di chiarezza sull’offerta mensile.

Anche Tim ha confermato che si adeguerà nei termini previsti per cadenza della fatturazione, precisamente dal 5 Marzo per la linea mobile e dal 1 primo Aprile per la linea fissa. Anche in questo caso sono previsti aumenti del canone mensile compensati però, almeno in parte per la linea mobile, da un aumento delle soglie previste per minuti, giga ed sms. Tim ha infatti annunciato, che per favorire gli utenti dato il prolungarsi della scadenza tra un rinnovo e l’altro, ci sarà un incremento del traffico voce e dati offerto.

Anche Fastweb ha annunciato gli aumenti del canone in seguito al ritorno alla fatturazione mensile, prevista dal 26 marzo 2018 per le offerte di linea mobile e dal 5 aprile per le offerte di rete fissa.

Wind e Tre hanno solo indicato le date in cui si adegueranno, senza però ancora pronunciarsi su eventuali variazioni delle condizioni economiche e riservandosi di comunicarle successivamente. C’è comunque da prevedere che non mancheranno cambiamenti anche da parte loro.


Il Codacons si è prontamente scagliato contro i gestori telefonici, inviando un esposto all’Antitrust dove si evidenzia che la manovra messa in atto con l’aumento della spesa mensile annulla tutti i vantaggi dello stop alla fatturazione ogni 28 giorni.

Sia Telecom che Vodafone hanno comunque indicato, a fronte delle modifiche unilaterali delle condizioni economiche e contrattuali, la possibilità, in caso di mancata accettazione, di poter recedere dal contratto senza spese, ma non bisogna dimenticare che per quanto riguarda le offerte abbinate all’acquisto rateizzato di apparecchi (smartphone o modem) con la chiusura anticipata del contratto si andrà incontro all’addebito di tutte le rate residue in un’unica soluzione e maxi-rate per compensare gli sconti offerti in precedenza .

In conclusione quindi, il ritorno alle fatture mensili sembra in realtà a tutti gli effetti una beffa ai danni del consumatore che non ne trarrà alcun vantaggio economico come invece si sperava.

 

 


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